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L'organo della Santissima Trinità

L’organo della SS. Trinità in Andria (BT) fu costruito dalla Casa Organaria F.lli Ruffatti di Padova nel 1964 (Opus 57/64). Era uno strumento a trasmissione elettrica con due manuali e pedaliera, originariamente dotato di 12 registri reali per un totale di 996 canne.

Nel 1978 fu aggiunto un secondo corpo d’organo con Trombe orizzontali in ottone e due registri di flauto (tre registri reali per un totale di 159 canne), che fu collocato dietro l’altare. Questo corpo fu smontato nel 1987 a motivo dei lavori di ristrutturazione della chiesa e non più rimontato.

Lo strumento, pur di ottima fattura e di eccellenti caratteristiche foniche, ha visto il deteriorarsi delle sue prestazioni nel corso degli anni a causa del normale deperimento dei materiali e dell’ invecchiamento sia dei suoi meccanismi di controllo che dei suoi sistemi di produzione e trasmissione d’aria.

Il restauro completo dello strumento è stato affidato nel 2009 all’organaro Gianni Rega di Bari, in collaborazione con la Casa Organaria Francesco Zanin di Codroipo (Udine); l’organo restaurato è stato poi inaugurato il 1° giugno 2010 con un concerto tenuto dal M° Gianvito Tannoia.

L’organo, adesso, consta di 1155 canne, 15 registri reali e pedaliera. Il sistema di trasmissione è di tipo elettronico con sistema di gestione integrata delle combinazioni a livello di memoria.

L’attuale disposizione fonica dello strumento, col ripristino dei tre registri tolti nel 1987, è la seguente:


Grand'Organo

Organo Recitativo-espressivo

Principale 8'

Bordone 8'

Ottava 4'

Principalino 4'

Decimaquinta 2'

Flauto a cuspide 4'

Ripieno 4 file 1 1/3'

Ottavina 2'

Flauto a camino 8'

Decimanona 1 1/3'

Flauto dolce 8'

Voce celeste 2file 8'

Flauto celeste 8'

Cromorno 8'

Cornetta 2 file 2 2/3'

 
   

Pedale

Unioni e accoppiamenti

Subbasso 16'

Accessori

Basso 8'

Pistoncini

Bordone 8'

Pedaletti

Ottava 4'

 

In considerazione della disposizione fonica sopra descritta, lo strumento è particolarmente adatto, al di là del suo uso liturgico, all’esecuzione di brani delle più importanti scuole organistiche, dal Medio Evo fino ai giorni nostri.


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